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Arredamento e design made in Italy


La competitivita', la qualità e il marchio Made in Italy.

I segreti che possono rendere un'azienda competitiva sono la capacità di garantire forniture globali ( contract) e di proporre soluzioni dettate da competenze tecniche che permettano di trasformare il prodotto standard in un prodotto personalizzato.
Esperienza, ricerca, tecnologia e informatizzazione dell'intero ciclo produttivo, cultura, applicazione scrupolosa del design; sono perciò le garanzie che permettono di non ritenere
mai acquisito uno standard produttivo, ma di operare sempre con lo scopo di migliorarsi e migliorare le procedure da rispettare.
Oltre ad accorgimenti tecnici, tecnologici e d'investimento a livello d'immagine, di marketing, in pubblicità, al tempo della globalizzazione si ha per fortuna un inversione di tendenza: l'italiano e non solo predilige i prodotti nostrani, non solo per quanto riguarda il cibo ma anche per l'abbigliamento e il design. Passata l'ondata del risparmio se compro prodotti cinesi finalmente le persone si sono accorte delle differenze fondamentali che caratterizzano un prodotto dall'altro.
A tutela di questo è nata una certificazione che permette di differenziare i prodotti realizzati interamente all'interno del nostro paese con un marchio  100% made in Italy.
Le aziende che vogliono garantire ai propri prodotti l'esposizione di tale certificazione devono essere sottoposti a numerosi controlli volti a certificare che il prodotto sia appunto eseguito interamente in Italia oltre che a controlli molto scrupolosi sulla qualità e durata nel tempo.
Questa certificazione Made in Italy è la sola che garantisca l'autenticità dei prodotti. La garanzia che da al consumatore un prodotto con questa certificazione è sicuramente elevata rispetto a : qualità, stile, immagine, design, prestigio a livello mondiale. Il made in Italy è sempre più richiesto anche all'estero, viene riconosciuto e apprezzato per tutte le caratteristiche fondamentali che hanno sempre contraddistinto le nostre produzioni rispetto a molte, a livello mondiale.
Alle parole pizza e pasta, tra le più famose al mondo questa nuova certificazione può tranquillamente allinearsi a livello di riconoscimento e conoscibilità.
Un marchio, una garanzia.

Sta a noi rivenditori proporre ai nostri clienti la più alta percentuale di prodotti che garantiscono le caratteristiche sopra descritte, questo è l'impegno e la volontà che vogliamo promettervi cercheremo di adottare al 100%.


 

Sostenibilità e certificazioni

La sostenibilità e i marchi che certificano gli arredi per ufficio.

La sostenibilità intesa come responsabilità d’azienda è diventato un elemento strategico per le aziende italiane. Per superare la crisi economica oltre ad azioni mirate per aumentare i ricavi e ridurre i costi, gli argomenti degli imprenditori sono rivolti anche a tematiche rivolte all’ambiente, alla sicurezza sul posto di lavoro. Gli investimenti riguardanti questi argomenti, nonostante la crisi, non hanno subito flessioni, anzi in alcuni casi sono incrementati. La volontà delle piccole aziende di incrementare nonostante la stagnazione del mercato è un dato che spicca nella lunga distesa di dati e grafici negativi. Il futuro vede dunque una sempre maggiore attenzione ai temi dell’efficienza  energetica e dell’impronta ecologica. La certificazione di sistemi di gestione per l’ambiente, l’etica e la sicurezza si confermano strumenti fondamentali per il management delle aziende. La certificazione diventa fonte chiara di garanzia verso la richiesta e il mercato. In un mercato dove le parole chiavi sono : velocità, anticipazione dei rischi, barometri, pianificazioni, collaborazioni, analisi, innovazione, simulazioni e laboratori dei cambiamenti, è di fondamentale importanza che le aziende oltre a prepararsi ad affrontare le trasformazioni veloci del mercato, pronte al cambiamento che garantisca loro il futuro aziendale, ponderino e prendano provvedimenti anche in chiave di rispetto della natura e dell’ecologia. Rassicurare i propri dipendenti e chiedere loro uno sforzo ulteriore vista la crisi, sicuramente risulta più semplice se avranno la possibilità di lavorare in aziende: pulite, gradevoli, non nel disagio, con meno rischi per la saluta e l’incolumità..
Vista l’aumento della sensibilità a tale argomento sono nate delle certificazioni anche sugli arredi “eco-compatibili”. In Italia purtroppo non esistono marchi simili ad esempio a : I secondo le norme EN ISO 14020, marchio NF francese, marchio Blau Engel in Germania, Nordic Swan nei paesi scandinavi, che rimangono più localizzati ai vari paesi e ne tutelano la loro produzione. I produttori si trovano spesso esposti all’influenza di specifiche concepite in realtà geografiche diverse dalla nostra e ad avere richieste che spesso non riconoscono specificità e punti di forza per la nostra produzione.. Il marchio europeo Ecolabel, vista la completa mancanza di coordinamento con l’industria produttrice da parte degli organismi che a livello europeo gestiscono il marchio, è stata decisa, da parte della commissione europea, di essere applicata solamente ai mobili costituiti per il 90% da legno massiccio o da materiali a base di legno. Per tutti gli altri mobili, nonostante siano realizzati con bassissimo impatto ambientale, non possono avere tale certificazione e poter comunicare la propria eccellenza al mercato, nonostante siano degli ottimi prodotti. Visto l’introduzione di un marchio con moltissimi limiti che non crea chiarezza ma confonde solamente le cose, non si può dire che sia un titolo con un criterio opportuno per orientare gli acquisti. Per questo motivo il mercato si sta rivolgendo alla certificazione nordamericana ovvero il marchio LEED, che sta avendo un impatto molto più ampio. Quest’ultimo sistema di  certificazione nasce come certificazione degli edifici, ma ha ampie implicazioni rivolte all’arredo, rendendolo un contributo rilevante all’interno del progetto.. Le caratteristiche fondamentali che contemplano gli arredi sono: il contenuto dei materiali utilizzati per la fabbricazione che sia riciclato pre e post-consumo, la provenienza della materia prima ( nel caso del legno che provenga da foreste gestite in modo sostenibile) e dalle emissioni di sostanze organiche vitali dal prodotto finito. L’Europa verifica questo ultimo aspetto, descritto dalla norma EN ISO 16000-9 per valutare le emissioni derivanti dai prodotti di costruzione. La certificazione utilizzata ora dall’organo di controllo Bifma è stata definita Level, ed è compatibile con il Leed, per fornire uno strumento autorevole ed affidabile, completo non solo della sostenibilità ambientale ma anche della responsabilità sociale delle imprese. La norma “e3 2008” raggruppa quattro macro aree: Materiali, Energia ed atmosfera, Salute umana e dell’ecosistema, infine la Responsabilità sociale.
L’industria italiana sta guardando con molto interesse all’iniziativa perché potrebbe risultare un ottimo strumento chiarificatore rispetto al marchio europeo sopra descritto, per permettere così ai produttori europei di affrontare finalmente il tema della sostenibilità in modo unitario ed efficace.
 

I miti che non tramontano

I miti  che nn tramontano.

 

Lo stile ormai vintage e il design si confondono in una miscela indissolubile, impossibile da non riconoscere.

 

Tra i tanti prodotti industriali ce ne sono alcuni dei quali nn si puo’ certo dimenticare: forma, caratteristiche e design.

Potremo fare milioni di esempi ma vorrei soffermarmi sui + emblematici:

 

La            

La grande innovazione di questo modello fu l’inserimento della carrozzeria portante che copriva totalmente il motore e le parti meccaniche permettendo così al mezzo di potenziarsi e di farsi utilizzare da chiunque in qualunque abbigliamento, impedendo di sporcarsi i  pantaloni.

Ma ciò che si ricorda maggiormente di questo prodotto non è nemmeno il prezzo di 68.000 lire, che oggi fa sorridere, equivalenti a diversi mesi di lavoro di un impiegato. Nonostante ciò, la possibilità del pagamento a rate fu un notevole imput per le vendite. La Vespa è stato il primo impulso alla motorizzazione di massa in Italia, prima ancora dell'avvento dell'altra grande protagonista, la Fiat 500.

   


Nel 1931 uscì il primo prototipo della "500. La prima uscita del prototipo fu con a bordo il suo collaudatore, il progettista e il Senatore Agnelli, intrepido di telegrafare l’ottima notizia a Mussolini. La prima uscita non fu fortunata, una probabile fuoriuscita di carburante incendio’ il motore e Il senatore licenzio’ immediatamente il Sig.Lardone, responsabile del progetto. La progettazione continuo’ senza risultati fin quando una visita di Mussolini rammentò ad Agnelli l’impegno assuntosi.

Dante Giacosa prende le redini del progetto e dopo mesi di febbrili disegni e calcoli ne esce una copia in dimensioni ridotte della "Balilla" La dirigenza Fiat è soddisfatta del rispetto della tradizione e autorizza la realizzazione dei prototipi della "500".Nel 1936 viene messa in vendita la FIAT 500 A, poi soprannominata "Topolino" e da li’ la storia continua fino ai giorni nostri dove la 500 è stata ripresa, ristudiata e rimessa sul mercato, senza pero’ stravolgere l’essenza, il design e la tradizionalità del mezzo.     

 

 

La "Coca-Cola" fu inventata dal farmacista statunitense Pemberton nel 1886 ad Atlanta , inizialmente come rimedio per il mal di testa. Il primo nome che venne dato alla bevanda fu "Pemberton's French Wine Coca". Quella di Pemberton era una variazione del cosiddetto "vino di coca" (o Vin Mariani), una miscela di vino e foglie di coca che aveva avuto largo successo in Europa quando era stata creata dal farmacista Mariani. All'alcol venne sostituito un estratto delle noci di cola, una pianta tropicale reputata non dannosa per la salute. Dall'uso combinato dei due ingredienti principali, la coca e la cola, la bibita acquisì il nome attuale. Quando anche la coca venne bandita (dalla pianta si estrae infatti la cocaina), venne scartato l'alcaloide dagli estratti dalle foglie di coca, mentre la cola (in noci) continuò a essere utilizzata come fonte di caffeina. Al di la’ della miscela l’immagine, il design e lo stile inconfondibile del marchio rimane nel tempo un’icona impossibile da non conoscere.

 La Chaise lounge  è un piccolo divano oppure una poltrona allungata, ideata in Francia intorno al XVII secolo. Il modello è stato riproposto in vari periodi, da Quello di Luigi XVI fino alla realizzazone che ne da l’indelebile aspetto famoso di Le Corbusier, . Lo svizzero, francesizzato è stato un architetto, urbanista, pittore e anche un ottimo designer .La sua idea della Chaise Longue risale ai primi anni ’20. Le Corbusier definiva questa poltrona reclinabile come : la vera macchina per riposare. Il relax è assicurato…Incredibile notare l’attualità odierna delle linee, dei materiali e della postura di questa poltrona, oltre che dell’ultilizzo legato a fonti di stress sempre maggiori e agli studi di alcuni psicologi.

 

 
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