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Il pavimento come biglietto da visita.
Il
pavimento di una abitazione è il biglietto da visita della stessa, perché è
proprio questa la prima cosa che balza all’occhio nel momento in cui si varca
la soglia della porta. Sta ad indicare fin da subito la qualità e la quantità
di tempo che si trascorre in casa ed il carattere di chi vive all’interno. In
una casa di nuova costruzione il pavimento va strutturato dal principio con
tutte le varie soluzioni da scegliere, da quelle più economiche a quelle più
raffinate e di stile, mentre se parliamo di una casa strutturata da tempo, non
mancano in ogni caso, al posto di un’operazione di smantellamento totale, le soluzioni per
ricoprire una pavimentazione chiaramente già esistente e comunque da sostituire
od ammodernare. Nel caso si parli di una nuova costruzione o di una
ristrutturazione completa, ecco che si andrà a posare il massetto su dei
sottofondi praticamente nuovi, e quello tradizione ha bisogno di una
stagionatura che varia dai 7 ai 10 giorni per centimetro di spessore. Se invece
si intende evitare un’operazione di smantellamento del vecchio pavimento, si
andrà semplicemente a ricoprire con un pavimento nuovo molto sottile, e a
seconda del tipo(parquet, marmo , moquette, piastrelle) cambierà il metodo di
stesura ed il relativo collante.
La
ceramica: Le
superfici rivestite da piastrelle di
ceramica si possono suddividere in superfici smaltate e non; le prime, che si
possono ottenere per monocottura o bicottura, sono vetrificate e resistono di
più alle macchie, le seconde mantengono invece un alto livello di porosità. Ricordiamo
che la bicottura dona alla piastrella un pregio più elevato.
Gres
porcellanato: Questo
tipo di rivestimento si ottiene con la pressatura dell’argilla bianca, la quale
si usa peraltro per la produzione di porcellana, e la superficie risulta
particolarmente smaltata, rendendo il pavimento impermeabile, resistente alle
macchie, sporco e graffi. Viene utilizzato anche addirittura per esterni per
tali motivazioni.
Il
cotto: Il
pavimento rivestito in cotto è tradizionalmente antico, tanto che è stato
utilizzato nel corso del tempo per il rivestimento di centri storici e palazzi
ben datati.Derivante
dall’impasto tra acqua e argilla, viene successivamente posto in stampi che poi
verranno cotti a temperature particolarmente elevate. Le
tonalità sono assolutamente molteplici, a seconda del tono delle argille che
vengono impiegate. Alcuni
tipi di cotto sono più adatti all’interno ed altri si possono utilizzare solo
per l’esterno, e questo dipende dall’argilla, se è più predisposta alla
resistenza al gelo e agli sbalzi termici o meno.
Il klinker: Nato
nel nord europa all’inizio dello scorso secolo, non può essere cotto al di
sotto di una temperatura di1200°
e su diversi cicli che variano dalle 8 alle 10 ore.È un
materiale di alto design che non teme acidi, gelo ed abrasioni. Si può
scegliere se smaltarlo oppure no.Nel
caso in cui la superficie si presenti liscia, viene utilizzato per interni e vi
viene apposta una cera “semirilucidabile”, mentre se si presenta rugosa, viene
utilizzato per ambienti predisposti al gelo o per bordi di piscine ad esempio.
Pietre
naturali:Tra
i materiali facenti parti di questa categoria, la più antica, la più naturale e
la più elegante, troviamo il marmo, il granito e l’ardesia.Il
granito ha una natura silicea, ha una durezza che varia da 6 a 7 della scala
mohs e non reagisce assolutamente agli acidi forti. È molto meno problematico e
delicato rispetto al marmo.Il
leader della categoria è senza dubbio quest’ultimo, con le sue vastissime
varietà di tonalità e venature, createsi dalle impurità che rimangono
imprigionate nella pietra originaria.L’ardesia,
non utilizzata mai da sola bensì accoppiata con marmo alternato, si distingue
per la sua composizione più classica,
quindi a scacchiera, disposta a seconda del modo in cui si intende valorizzare
un determinato spazio, ampio piuttosto che angusto e ristretto.
Il
mosaico:Quello
del mosaico è un grande ritorno ed in grande stile, anzi, proprio non essendo
mai stato del tutto “passato” dai tempi antichi, si ripropone oggi con mille
varianti e non solo come rivestimento, ma proprio come pavimento adatto ad ogni
luogo abitativo a tutti gli effetti.Il
mosaico può essere applicato ad una superficie ben circoscritta, oppure ad un
intero locale. Indispensabile risulta essere il lavoro di premontaggio delle
tessere su di un supporto(rete di fibra o vetro) per facilitare il lavoro di
posa e il mantenimento integro delle stesse. Il mosaico dovrà rendere il
pavimento liscio, facile da ripulire e non dovrà in nessun modo dare fastidio
nel calpestarlo. La posa impeccabile di ogni singola tessera è del tutto
indispensabile al fine di ottenere un lavoro ottimale e duraturo il più
possibile.
La
resina: Un
pavimento in resina sarà sempre unico ed irripetibile, poiché, potendo
mescolare polveri metalliche con altri particolari tipo lamine, si ottengono
effetti cromatici unici e difficilmente replicabili. Altro vantaggio è dato dal
fatto che, dovessero comparire danni sulla superficie, il pavimento può essere
facilmente ripreso totalmente.
Parquet:È il pavimento più
ecologico. Quando si intende sceglierlo, la scelta iniziale si divide tra
parquet tradizionale o prefinito. Il tradizionale si trova grezzo e non
levigato ancora, mentre il prefinito è costituito da un supporto in legno povero e un supporto
in legno nobile di 3 mm circa. La posa di quest’ultimo è più facile e rapido e
le geometrie di posa da seguire possono essere molte. Da evitare di eseguire
con una temperatura superiore a 20°.La posa può essere
incollata o inchiodata; la seconda si utilizza solo per doghe in massello
spesse 18 , che hanno bisogno di un’intelaiatura sotto al legno. Per il bagno
la posa ideale per eventuali perdite d’acqua è la posa incollata.
Moquette:Abbandonata perché
ritenuta una calamita per polvere ed acari, torna in questi ultimi periodi di
gran moda! La moquette può essere sintetica,
preferibile per locali altamente calpestati, o naturale, la quale ha bisogno di
molte più manutenzione e pulizia. In entrambi i casi, nel momento in cui si
appone, bisogna prestare attenzione al
senso stesso della posa, considerando che la luce che batte sulla moquette ne
crea effetti ottici ben diversi. Il rivestimento della superficie è dato da una
prima fase in cui si impiega la colla, poi nastro biadesivo ed infine avviene
la posa libera.Comunque essa avvenga,
la posa di un pavimento richiede grande precisione, di qualsiasi materiale essa
sia, ed il colore che si sceglie ed il senso verticale od orizzontale o
diagonale in cui avviene, ne determina lo stile.
Tutto questo dimostra
una vera e propria arte; l’arte del “calpestare”, anche con sentimento ed
emozione vera.
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